Inviato 16 dicembre 2005 - 00:35:46
LA FLORA BATTERICA INTESTINALE E I PROBIOTICI
La flora batterica intestinale è costituita da un insieme di organismi
viventi, batteri, protozoi e funghi, che vivono nell'intestino degli animali,
incluso l'uomo, come "ospiti". Essi vivono in stretta associazione con
l'ospite formando un ecosistema complesso, in delicato equilibrio con
l'ambiente intestinale, realizzando una vera simbiosi (legame durevole fra
animali o piante di specie diverse, con reciproco vantaggio) con l'ospite
stesso. Se, infatti, gli organismi che costituiscono la flora batterica
traggono il loro sostentamento dall'organismo che "colonizzano", è anche
vero che essi apportano all'ospite grandi benefici derivanti dalle loro
attività metaboliche.
La presenza di questi "microbi" benefici nell'intestino dell'uomo quindi
non è casuale, ma risponde a ben precise esigenze. Si calcola che ci
possano essere circa 400-500 specie diverse che stabiliscono un equilibrio
in grado di favorire l'assorbimento delle sostanze nutritive derivate dagli
alimenti, e di aumentare la resistenza alle malattie; ciascuna specie
occupa una propria nicchia lungo tutto il tratto gastrointestinale e
svolge diverse funzioni: serve come barriera contro i microrganismi
patogeni (possibili fonti di malattie), è fonte di energie e di sostanze
nutritive, condiziona il sistema immunitario della mucosa. Una buona
flora microbica, infatti, stimola il sistema linfatico locale e aumenta il
rinnovamento delle cellule epiteliali (cellule di rivestimento di un tessuto
vivente, come pelle o mucose) della mucosa intestinale, stimola le difese
immunitarie aumentando la mobilizzazione delle cellule deputate alla
difesa dell'organismo, i macrofagi, dei quali aumenta anche la capacità di
fagocitosi (dal greco phagos = mangiatore; capacità di certe cellule di
inglobare al loro interno, neutralizzandoli, corpuscoli, batteri, eccetera),
potenziandone quindi la capacità difensiva e mettendo in atto una vera e
propria barriera difensiva.
Ma la flora batterica intestinale è sempre presente nell'intestino? In
realtà alla nascita l'intestino del neonato è sterile, ma entro pochi minuti
dalla nascita incomincia la colonizzazione da parte dei germi presenti
sulla madre e nell'ambiente circostante. Possiamo paragonare l'intestino
sterile del neonato a un grande stadio con miliardi di posti (questo è
infatti l'ordine di grandezza a cui si deve pensare), ancora completamente
vuoto; alla nascita i germi "benefici" incominciano ad occupare i posti
liberi, instaurando un rapporto che durerà tutta la vita, impedendo così
fisicamente l'impianto di microrganismi nocivi ed evitando che l'intestino
venga aggredito dai germi patogeni. Questi ultimi infatti devono potersi
fissare alle cellule epiteliali della mucosa (cellule bersaglio), per iniziare a
riprodursi e diventare aggressivi, per produrre lo stato di infezione
intestinale. La flora batterica benefica agisce quindi come barriera
difensiva, creando un ambiente inospitale agli agenti patogeni,
modificando il pH intestinale e rendendo inutilizzabili le cellule bersaglio
con la propria presenza su di esse. Per riprendere l'esempio dello stadio, se
i posti sono "occupati" dai batteri benefici, i microrganismi patogeni non
possono "sedersi", quindi non sono in grado di aderire alla mucosa
intestinale e saranno eliminati attraverso i movimenti peristaltici
intestinali, insieme alle feci.
Quando il neonato passa da un'alimentazione
esclusivamente lattea (sia materna che
artificiale) ai cibi solidi, anche la flora batterica
intestinale si modifica, adattandosi via via alle
nuove situazioni, ma provvedendo a mantenere
quell'equilibrio che consente all'organismo di
proteggersi dalle malattie, e facilitando
contemporaneamente l'assorbimento delle
sostanze nutritive.
Vengono riconosciute come benefiche diverse specie batteriche,
specialmente quelle appartenenti al gruppo dei lactobacilli e dei
bifidobatteri, come Lactobacillus acidophilus, L. sporogenes, L.
rhamnosus, L. thermophilus, L. bifidus, L. plantarum, L. casei,
Bifidobacterium infantis, B. longum, che hanno diverse funzioni positive,
come la modificazione del pH intestinale, la sintesi di vitamine del gruppo
B e acido folico, l'azione immunostimolante, l'inibizione della crescita di
batteri patogeni.
Per favorire l'efficienza della flora batterica intestinale è utile mantenere
una corretta alimentazione, ma talvolta questo non è sufficiente, come
nel caso di assunzione di alcuni farmaci, specie gli antibiotici, vomito
prolungato, diarrea o stitichezza, flatulenza, infezioni uro-genitali,
alimentazione scorretta. In questi casi è utile somministrare integratori
di microrganismi benefici, i Probiotici, che contengano anche sostanze in
grado di stimolarne e favorirne la crescita, le sostanze Prebiotiche.
Il Probiotico quindi è un supplemento dietetico
costituito da microrganismi vivi, capaci di
influenzare positivamente l'ecosistema
intestinale, nel quale arrivano ancora vitali,
dopo aver superato le barriere costituite dai
succhi gastrici e dalle secrezioni digestive
dell'intestino tenue, pur con alcune perdite; a
queste tuttavia si può ovviare sottoponendo i
Probiotici ad un moderno processo di microincapsulazione, che permette
loro di superare la barriera gastrica, mantenendo intatta la capacità di
colonizzare l'intestino, dove interagiscono potenziando la flora microbica
e ristabilendo l'equilibrio eventualmente perduto per le cause che
abbiamo elencato. I Probiotici si avvalgono della presenza delle sostanze
prebiotiche utili alla loro proliferazione, che sono composti dietetici non
vivi, che arrivano inalterati nell'intestino dove fungono da substrato
specifico per la loro crescita, promuovendo un cambiamento nella flora
microbica intestinale, a favore di una popolazione più salutare.
I Prebiotici sono costituiti da oligosaccaridi e polisaccaridi non digeribili
per l'organismo umano, non vengono quindi attaccati dagli enzimi
digestivi e di conseguenza non possono essere assimilati nell'intestino
tenue, ma agiscono da nutrimento per la flora microbica intestinale.
Uno dei Prebiotici più interessanti è l'inulina, presente in diverse piante
fra cui è importante la Cicoria che ne contiene un'alta percentuale,
quindi svolge una buona ed utile azione Prebiotica nel favorire la crescita
e lo sviluppo di una flora batterica ottimale, mantenendone una
fisiologica funzionalità e un buon equilibrio.
Dobbiamo quindi orientare la nostra scelta verso integratori di fermenti
lattici probiotici di buona qualità, che rispondano alle caratteristiche
suddette, che contengano un alto numero di cellule vitali Probiotiche,
almeno 5-10 miliardi per capsula, con il fattore Prebiotico che ne
garantisca un'alta replicazione, una volta che siano arrivate a
destinazione.
L'integrazione di fermenti lattici può essere effettuata periodicamente,
tre/quattro volte l'anno, a scopo preventivo per dieci o quindici giorni; se
invece la flora batterica è già impoverita e danneggiata, l'assunzione può
essere protratta anche per un mese o più.
In caso di patologie in cui è particolarmente importante la buona salute
della flora batterica intestinale, come in caso di colite ulcerosa,
l'assunzione di fermenti lattici è consigliabile per periodi prolungati.
credo che molti disturbi della nostra patologia risiedano nell'intestino..........da qui anche le svariate intolleranze acquisite.......
raffaella
Non vi è vera guarigione senza la pace dell'anima e la gioia interiore.....E. Bach